Le tre fasi nella cura della calvizie

Le tre fasi nella cura della calvizie

5 Febbraio 2019 0 Di Giorgia Sammarco

Curare la calvizie può sembrare un’utopia, ma in realtà è possibile. Non in tutti i casi ovviamente perché se si trova ad uno stadio già avanzato diventa difficile intervenire. Quando invece la calvizie viene trattata tempestivamente si possono ottenere risultati sorprendenti.

Calvizie: quando intervenire

Si sottolinea sempre l’importanza di intervenire tempestivamente, ma qual è il punto di non ritorno? Quando intervenire contro la calvizie diventa inutile e controproducente e quando invece si è ancora in tempo per intervenire, ottenendo buoni risultati?

Per operare contro la calvizie con la garanzia di successo bisogna farlo prima che essa raggiunga livelli critici. Per definire un livello critico bisogna tenere in considerazione la Scala Norwood, che è una scala che misura la calvizie. Fino al quarto/quinto livello di questa scala è possibile intervenire contro la calvizie ottenendo buoni risultati.

Come curare la calvizie: le tre fasi di intervento

La principale causa dell’alopecia androgenetica è un’anomala sensibilità dei follicoli piliferi all’ormone androgeno maschile DHT il quale provoca progressiva atrofizzazione dei follicoli stessi e quindi la miniaturizzazione. Il punto principale della strategia medica contro la calvizie è quindi volta a bloccare o ridurre l’azione del DHT. In secondo luogo bisogna stimolare la crescita dei capelli e rafforzare quelli già esistenti. Per riuscirci è necessario anche combattere eventuali infiammazioni, cercando di mantenere il cuoio capelluto in buona salute.

Bloccare l’azione del DHT

I farmaci che vengono usati per bloccare la produzione eccessiva di DHT sono:

  • Finasteride: inibisce l’enzima alfa 5 riduttasi, impedendo la conversione del testosterone in diidrotestosterone. Il dosaggio è di 1 mg al giorno da assumere oralmente e prevede una riduzione del DHT del 60-70%. In questo modo si ottiene un blocco della miniaturizzazione e, se l’atrofizzazione non è ad uno stadio avanzato, ilrecupero di 2 gradi di displasia.
  • 17 alfa estradiolo: è un estrogeno, ma può essere usato anche sugli uomini senza vistosi effetti collaterali. Pare sia in grado di ridurre la formazione di DHT seppur in quantità molto inferiore rispetto a quella della Finasteride. Inoltre, quando applicato topicamente sui follicoli, viene attivato l’enzima aromatasi, che converte il testosterone in estrogeni.
  • Ciproterone Acetato: è una sostanza che compete con il DHT per occupare posto nei follicoli. Scalzandolo via, ne impedisce quindi l’azione dannosa sui capelli. Può essere usato oralmente solo dalle donne, mentre gli uomini possono farne solo un uso topico. E’ un principio attivo molto costoso.
  • Progesterone: inibisce l’attività dell’alfa 5 reduttasi entrando in competizione col testosterone. Anch’esso può essere solo applicato in maniera topica.
  • Spironolattone: agisce in modo simile al ciproterone acetato andando ad occupare il recettore. Viene prescritto negli uomini solo per uso topico, ma ha un odore abbastanza sgradevole.

Stimolare la ricrescita

Per stimolare la ricrescita dei capelli si usa Minoxidil, un farmaco messo a punto negli Anni ’80 come vasodilatatore contro l’ipertensione. Si notò però che chi lo assumeva subiva una ricrescita di peli in varie parti del corpo. Fu quindi usato per favorire la ricrescita dei capelli. E’ in grado di arrestare la caduta e, in alcuni casi, di promuovere la ricrescita.

Combattere le infiammazioni

Secondo recenti studi, in caso di perdita dei capelli verrebbe scatenata una reazione immunitaria che porterebbe ad un aggravio del fenomeno. Il sistema immunitario in pratica non riconoscerebbe i follicoli danneggiati, scatenando una reazione autoimmune, con ulteriore aggravio della perdita dei capelli. Questa teoria spiegherebbe in effetti la presenza di fenomeni infiammatori come arrossamenti, pruriti, aumentata secrezione di sebo (seborrea) e dolore al cuoio capelluto (tricodinia). Ecco quindi che sarebbero necessari ulteriori farmaci per contrastare questo stadio infiammatorio, cioè:

  • Idrocortisone: o cortisolo viene utilizzato per via topica, anche insieme ad altri trattamenti topici come il Minoxidil.
  • Ketoconazolo: è un fungicida, consigliato in presenza di dermatite seborroica. Di solito viene usato sotto forma di shampoo.