Sostanze pericolose nei prodotti per capelli: impariamo a riconoscerle

Sostanze pericolose nei prodotti per capelli: impariamo a riconoscerle

25 Gennaio 2019 0 Di Giorgia Sammarco

Da alcuni anni si è diffusa la tendenza ad acquistare cosmetici naturali. Questo perché si è scoperto che molti prodotti che utilizziamo quotidianamente per l’igiene dei nostri capelli e per lo styling contengono in realtà sostanze che possono risultare nocive. Alcune sostanze chimiche vengono utilizzate perché riescono a rendere la formula di un cosmetico più comoda e pratica da usare. Inoltre queste sostanze hanno delle proprietà che permettono di ottenere uno specifico risultato sui capelli. Ma c’è anche il rovescio della medaglia e cioè che queste sostanze possono risultare dannose. E’ lo stesso discorso dei farmaci anticaduta, che bloccano la perdita dei capelli, ma possono avere effetti collaterali piuttosto gravi.

Le conseguenze dell’utilizzo prolungato di prodotti aggressivi sui capelli non possono che essere negative. I capelli diventano sempre più fragili e sfibrati e questo può favorire la perdita dei capelli e la conseguente calvizie. Ma quali sono queste sostanze da cui bisognerebbe stare in guardia?

I parabeni che permettono di conservare il cosmetico

parabeni, o esteri dell’acido para-ammino-benzoioco, sono dei conservanti. Vengono impiegati nei cosmetici per prolungarne il periodo di validità. Nei prodotti che contengono acqua è necessario sempre aggiungere un conservante per evitare la proliferazione batterica e fungina che potrebbe proliferare a causa dell’umidità e del calore.

Dato che il conservante deve tenere lontani i batteri, si capisce chiaramente che non si tratta di una sostanza troppo pacifica. Se uccide degli organismi viventi, come può essere pacifica con l’uomo? Tuttavia si tratta di un male necessario, perché usare un prodotto pieno di batteri sarebbe anche peggio.

Esistono però conservanti e conservanti. I prodotti naturali ne utilizzano di più blandi, ma anche i prodotti hanno poi una data di scadenza più breve. Negli ultimi anni invece si è discusso molto in merito ai parabeni, che sono quelli in generale più usati. Le perplessità della comunità scientifica al riguardo hanno condotto la legislazione Europea a fissare dei limiti di utilizzo dei parabeni nei cosmetici, che possono essere presenti in una percentuale massima dell 0,8% e per un massimo dello 0,4% per tipologia di parabene.

I tensioattivi che danno potere lavante allo shampoo

Valutiamo un prodotto detergente in base alla quantità di schiuma che riesce a produrre. Un prodotto ci sembra valido se produce molta schiuma, mentre lo bocciamo se ne produce poca. I prodotti bio producono meno schiuma, quindi ci sembrano meno efficaci, in realtà sono solo più delicati dato che la schiuma è data da una serie di sostanze che possono essere anche piuttosto aggressive sui nostri capelli e sulla nostra pelle.

La schiuma è opera dei tensioattivi. Nell’INCI, cioè la lista di ingredienti presente nel cosmetico, li troviamo subito dopo l’acqua, perché si tratta di una sostanza presente in quantità massicce.

I tensioattivi più utilizzati sono stati fino a poco fa il Sodium Lauryl Sulfate (SLS) o  Sodium Laureth Sulfate (SLES), di derivazione petrolifera. Quest’ultimo fu oggetto di una polemica qualche anno fa perché ritenuto cancerogeno. Anche se questa bufala è stata ridimensionata dal tempo, questi due tensioattivi risultano comunque troppo aggressivi e oggi vengono usati sempre meno. E’ meglio infatti evitare prodotti dall’eccessivo potere sgrassante, che possono rendere i capelli secchi e aridi perché potrebbero alterare il pH cutaneo, trasformandolo in alcalino, privando la cute delle naturali barriere protettive.

In alternativa ai tensioattivi di derivazione petrolifera, si può optare per quelli naturali, come il Coco Glucoside o il Sodium cocoamphoacetate, che oltre ad essere più delicati sui capelli, inquinano anche meno l’ambiente.

Le fragranze che rendono gradevole all’olfatto il cosmetico

Le fragranze servono a profumare i cosmetici che usiamo. Si tratta di sostanze non funzionali alla formulazione, che potrebbero essere tranquillamente eliminate, ma che vengono usate dalle aziende per rendere più appetibile il prodotto. Il consumatore si aspetta che un cosmetico sia profumato, non a caso la prima cosa che facciamo è annusarlo, ma in realtà sarebbe meglio rinunciare a questo piacere per l’olfatto.

Le fragranze possono provocare reazioni allergiche nei soggetti predisposti. La sensibilità del cuoio capelluto è data da diversi elementi, che possono cambiare con il passare degli anni. L’esposizione continua all’inquinamento e le infezioni batteriche possono infatti cambiare la sua sensibilità. Per evitare possibili fastidiose irritazioni sarebbe meglio scegliere prodotti ipoallergenici.